Nuova Lancia Gamma per i 120 anni del marchio italiano

Email: info@tuttoautomotive.it
🚗

Ti piace il mio blog?
Clicca sul pulsante blu e insegna a Google a mostrarti più spesso i miei articoli e le mie analisi. Zero notifiche fastidiose!

Seguimi su Google

di Emidio Paci — Pubblicato il 01 Ottobre 2026 ore 23:01

L’Italia al centro del progetto: a Roma sfila la Nuova Lancia Gamma

L’Italia torna al centro della scena automobilistica internazionale. È stata presentata a Roma, nella prestigiosa cornice del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la Nuova Lancia Gamma. L’attesissima fastback crossover che segna un capitolo fondamentale nel percorso di rilancio del marchio, proprio nell’anno in cui si celebrano i suoi 120 anni di storia.

Un debutto istituzionale di alto profilo, andato in scena alla presenza del Ministro Adolfo Urso. Non mancavano il Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi e i vertici di Stellantis con Emanuele Cappellano (COO Enlarged Europe) e Antonella Bruno (Managing Director di Stellantis Italia). L’occasione è servita non solo a svelare la vettura, ma anche a riaffermare con forza la centralità della filiera produttiva italiana nelle strategie del gruppo.

Un Dna profondamente italiano: da Torino a Melfi

Dalla matita alla catena di montaggio, la Nuova Lancia Gamma nasce e prende forma interamente nel nostro Paese. Il design filante e distintivo porta la firma del Centro Stile Lancia di Torino, guidato da Gianni Colonello. Mentre le fasi di sviluppo e industrializzazione sono state interamente curate in Italia.

Il cuore produttivo della vettura sarà lo stabilimento Stellantis di Melfi, in Basilicata. Un impianto che, affiancandosi a modelli come la Jeep Compass e i SUV DS, consolida ulteriormente il proprio ruolo strategico nel panorama industriale europeo. Alle spalle della produzione c’è una filiera solida e radicata nel territorio, che coinvolge circa trenta fornitori italiani, di cui ben una decina lucani. Una sinergia che, come sottolineato da Antonella Bruno, punta a trasformare la cultura industriale e il saper fare italiano in un concreto elemento di competitività sui mercati europei.

Piattaforma STLA Medium e grandi autonomie

Sviluppata sulla moderna e flessibile piattaforma nativa elettrica STLA Medium, la Lancia Gamma si presenta con proporzioni imponenti e dinamiche, misurando 4,67 metri di lunghezza.

Nuova Lancia Gamma vista 3/4 posteriore

La gamma motori è pensata per rispondere a ogni esigenza di mobilità grazie a un’offerta multi-energia che abbraccia sia l’ibrido che l’elettrico puro:

  • Versione Hybrid: progettata per garantire un’elevata efficienza e un’autonomia complessiva superiore ai 1.000 km.
  • Versione Elettrica: capace di spingersi fino a circa 740 km di autonomia con una sola ricarica.
  • Top di gamma ad alte prestazioni: una variante con trazione integrale da 375 CV, pensata per chi cerca il massimo in termini di dinamica di guida.

Una sfida strategica per il futuro

Dopo il lancio della nuova Ypsilon e il ritorno nel mondo delle competizioni con il marchio HF, la Gamma rappresenta il tassello con cui Lancia rientra a pieno titolo in un segmento strategico e di grande valore. L’obiettivo dichiarato è conquistare una clientela trasversale. Privati e mondo business divisi equamente e confermare l’Italia come mercato di riferimento, strizzando l’occhio all’Europa.

Un progetto che, come ricordato da Emanuele Cappellano, dimostra l’impegno concreto di Stellantis nel sostenere il valore del Made in Europe, ricordando però che la competitività futura del settore richiederà scelte lungimiranti e regole di supporto mirate, in particolare per i segmenti delle auto compatte e dei veicoli commerciali.

Frontale della Nuova Lancia Gamma

Il parere dell’esperto

Guardando a questa Nuova Lancia Gamma, è inevitabile che la mente faccia un salto indietro nel tempo, rievocando la storica antenata prodotta tra il 1976 e il 1984. Quella prima Gamma, disegnata da Pininfarina, era un’ammiraglia coraggiosa! Una coupé-berlina a due volumi e mezzo che incarnava lo spirito dell’alta ingegneria torinese, pur portandosi dietro infortuni storici e sfortune commerciali legati a scelte meccaniche particolari. Come il celebre motore boxer abbinato a noie idrauliche e di gioventù.

Dal punto di vista del DNA meccanico e concettuale, bisogna ammetterlo con onestà intellettuale: questa nuova nata non ha quasi nulla a che spartire con la progenitrice degli anni ’70 e ’80. Non c’è la ricerca esoterica di architetture meccaniche uniche o l’aristocratico distacco di un’ammiraglia d’altri tempi. Siamo di fronte a un’operazione industriale e commerciale lucida, necessaria e ben calibrata da parte di Stellantis. L’obbiettivo è dare sostanza e volumi a un marchio che ha bisogno di ristabilire una presenza forte in Europa. E va detto senza ipocrisie: va bene così, purché il brand Lancia continui a vivere e a riempire le strade, evitando di scivolare nella retorica nostalgica fine a sé stessa.

Discorso analogo merita il marchio HF: vederlo sventolare oggi su una fastback crossover di quasi 4 metri e settanta fa discutere i puristi, ma storicamente la sigla High Fidelity ha sempre identificato le versioni più prestazionali e curate di qualsiasi segmento Lancia, non solo le berlinette da rally. Una variante integrale da 375 CV ha la dignità tecnica per fregiarsene, a patto che la dinamica di guida su strada sappia onorare quel blasone.

Cambio di paradigma

Il vero capolavoro d’ingegneria e di strategia di questo progetto, tuttavia, si nasconde sotto la pelle. La Lancia Gamma nasce sulla piattaforma nativa elettrica STLA Medium, eppure non sarà un’auto esclusivamente a batteria: offrirà anche motorizzazioni ibride. Qui si consuma la più grande rivoluzione copernicana del settore rispetto a pochi anni fa.

Se ieri assistevamo al “travestimento” inverso, con piattaforme termiche faticosamente adattate per accogliere pacchi batteria e moduli elettrici gravati da pesi e compromessi di spazio, oggi il paradigma si è completamente ribaltato. Si parte da un foglio bianco pensato per l’elettrico puro e si ingegnerizza la piattaforma affinché possa ospitare, con la stessa efficacia, architetture multi-energia. È la dimostrazione che l’industria ha imparato a flessibilizzare il futuro senza bruciare il presente, offrendo al mercato la libertà di scegliere senza rinunciare all’efficienza di una base nativa all’avanguardia.