La risposta al quesito è no! Il fatto che le rinnovabili siano variabili per ovvi motivi, è un dato di fatto, ma non per questo l’energia pulita non sarà sufficiente. Dovrà cambiare il nostro approccio alla vita di tutti i giorni e dovremo diventare più virtuosi e capire l’importanza della condivisione e dello stoccaggio di energia pulita in accumulatori al litio usati dalle auto elettriche in demolizione, che sono perfetti ancora per lo stoccaggio di energia, da utilizzare al bisogno e che sono chiamati ad una seconda vita, prima di essere riciclati

Se vogliamo lasciare alle generazioni future, un Pianeta Terra ancora vivibile, è necessario  affidarsi alle nuove tecnologie che già ci sono e a quelle che verranno, che ci permetteranno di condividere l’energia pulita a beneficio di chi c’è e di chi ci sarà. Ne sono un esempio la mobilità elettrificata, abbinata al Vehicle to Grid e… al progetto Platone.

In collaborazione con RSE, ENEA, Siemens, Apio e Engineering e con il coinvolgimento di dodici aziende provenienti da Germania, Belgio, Grecia e Italia, la romana ACEA, guida il “pilota italiano” del progetto europeo Platone, che prevede la sperimentazione della prima rete elettrica intelligente in Europa che trasforma il cliente in un partner e che, con l’utilizzo della tecnologia blockchain, intende cambiare la modalità di gestione dei consumi.

R.S.E.

RSE( Ricerca sul Sistema Energetico)

Ricordo uno studio della RSE del 2014, in cui si voleva calcolare, facendo una stima molto precisa, anche se in base ad una previsione, l’incidenza nell’anno 2030, dei veicoli elettrici sulla rete elettrica.

La previsione considerava 10.000.000 di veicoli elettrificati nel 2030(elettrici e ibridi plug-in), che avrebbero inciso secondo la previsione, per meno del 5% sul fabbisogno annuale di energia, quindi la rete elettrica secondo lo studio, avrebbe retto tranquillamente.

Quindi tutto bene? Lo studio ha posto l’accento anche su altri aspetti che meritano un approfondimento. 

Non tutti sanno, che lo stoccaggio dell’ energia elettrica, in tutto il mondo, è affidato per il 99%(fonte enel) al pompaggio idroelettrico. Proprio così, è affidato a degli impianti idroelettrici a pompaggio, indispensabili per aiutare la rete elettrica nei momenti di surplus energetico, in quanto sono in grado nei momenti di bassa richiesta, di solito nelle ore notturne, di accumulare energia preziosa da restituire al sistema quando ce n’è bisogno(attraverso il pompaggio di acqua che riempie gli invasi) appunto e sono molto efficienti, infatti, vantano un rendimento pari al 70%.

Centrale idroelettrica di pompaggio

Quindi? Se pensiamo che molti automobilisti, metteranno la loro vettura elettrica, in carica la notte, salvo i più fortunati che potranno ricaricarla presso le aziende in cui lavorano durante il giorno e quelli che la caricano in autostrada durante un viaggio, beh, allora verrebbe meno il benefico effetto di cui sopra degli impianti idroelettrici a pompaggio, in quanto il periodo notturno non potrà più essere considerato di bassa domanda e lo stoccaggio di energia sarebbe minore. Come se ne verrebbe fuori? Semplice, potenziando la produzione di energia elettrica, ma non più ricorrendo al carbon fossile, ma aumentando la penetrazione delle fonti di energia rinnovabile, che come sappiamo sono variabili. Qui entrano in gioco il Vehicle to Grid e Platone!

Un estratto del comunicato stampa:

Evento di Medio termine del Progetto Platone

Roma, 15 settembre 2021 – Oggi, in occasione dell’evento di MidTerm del Progetto PlatOne (“PLATform for Operation of distribution Networks”), è stato annunciato il “Go Live” del progetto pilota europeo che intende rivoluzionare i consumi elettrici e ottimizzare la gestione della rete. 

Il programma è stato attivato per la prima volta in via sperimentale sulla rete di distribuzione di Roma ed già attivo sui primi dieci clienti.

L’obiettivo di PlatOne è sviluppare e testare una soluzione tecnologica all’avanguardia in grado di abilitare meccanismi di flessibilità energetica all’interno di un mercato aperto e inclusivo. Il progetto raccoglie l’ambiziosa sfida lanciata dall’Unione Europea: rispondere alla crescente esigenza di alleviare a breve e lungo termine i sovraccarichi di rete, dovuti alla sempre maggiore penetrazione delle fonti di energia rinnovabile, con produzione variabile, dei sistemi di riscaldamento, raffreddamento e mobilità elettrica.

Dodici i partner

La collaborazione vanta partner del settore pubblico e privato: ACEA Energia, Areti, Apio, Avacon, BAUM, Engineering, E.DSO, Hedno, Politecnico di Atene NTUA, RSE – Ricerca sul Sistema Energetico, Siemens provenienti da Italia, Grecia, Belgio e Germania, coordinato dall’Università tedesca di Aachen (RWTH Aachen University).

Ci vorranno quattro anni di sperimentazione per conoscere i risultati, due dei quali sono già trascorsi. ACEA, attraverso Areti e Acea Energia, insieme a Siemens, Engineering e la startup Apio, si occupa di coordinare il “pilota italiano” in corso di realizzazione a Roma.

Lo sviluppo prevede un nuovo modello di gestione della rete basato sulla flessibilità, in cui il cliente diventa parte attiva della gestione ottimizzata della rete, offrendo flessibilità e contribuendo a mantenere l’equilibrio tra domanda e offerta di energia, per il bene di tutti.

Aggregatore e consumatore

Come per il vehicle to grid, avremo le due figure, l’aggregatore e il consumatore, che si divideranno i ricavi. In pratica ACEA Energia, in qualità di rivenditore, aggrega le flessibilità offerte dai propri clienti, proponendole al distributore.

ACEA

PlatOne sta quindi promuovendo un nuovo approccio alla gestione della rete per ottimizzare il suo funzionamento e migliorarne la stabilità e la resilienza anche nel caso di grandi produzioni di energia rinnovabile, combinando misure di flessibilità come, lo stoccaggio, le tecnologie domotiche e l’automazione.

Grazie ad un accordo tra Areti ed ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), dallo scorso luglio questo modello innovativo è stato implementato sulle utenze di dieci clienti nelle zone di Roma Eur, Centocelle e Villaggio Olimpico – che già collaborano con ENEA su progetti per l’uso efficiente dell’energia – e presso lo Smart Village del Centro Ricerche ENEA della Casaccia. Anche le colonnine per la ricarica fornite da ACEA saranno oggetto di test.

Grazie a Siemens si potrà contare su un utile scambio di informazioni tra il gestore del sistema di trasmissione e il gestore del sistema di distribuzione, per il monitoraggio e l’acquisizione di servizi ausiliari (strategici per il bilanciamento del carico di rete, la regolazione della tensione e la gestione della congestione) da parte di nuove risorse energetiche distribuite, interconnesse con la rete di distribuzione.

Conclusioni

Lo switch è ormai non lontano ed inesorabile, che lo si voglia o no… Inutili le polemiche sterili, anche perché i cambiamenti climatici inconbono e non ci danno respiro. La parola d’ordine è intensificare la produzione di energia pulita per arrivare al carbon free il prima possibile. 

Non ci sono scuse! Il governo deve provvedere come ha promesso all’installazione di colonnine per la ricarica veloce dei veicoli elettrici e deve collaborare il più possibile, con scenziati e ingegneri, per favorire lo sviluppo di nuove tecnologie e rendere il passaggio alla mobilità elettrica il più agevole possibile. 

Correre verso l’elettrico è più facile di quanto si pensi. Pensare all’idrogeno verde o a carburanti alternativi verdi va bene, ma l’energia elettrica c’è già ed è fruibile più facilmente, sia per stoccaggio che per trazione, a costi molto più bassi.

Fin dall’inizio RSE è parte attiva del progetto ed il suo nuovo studio, che prevede test, fornisce una solida base per stabilire il valore aggiunto delle tecnologie utilizzate e della loro applicazione da parte degli Stati europei; soluzioni utili alle Autorità per definire modelli di mercato e regole che, da un lato, permetteranno agli utenti finali di contribuire al mercato dell’energia e, dall’altro, consentiranno di promuovere l’evoluzione del rapporto tra produttori e distributori del settore elettrico. Attendiamo i dati con ansia!

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