Le auto elettriche, inquinano, non inquinano, ho scritto di questo argomento ed è stato scritto tanto, opinioni discordanti, si, ma di certo c’è un comune denominatore, cioè, sono meno clima-alteranti dei veicoli con motore a combustione interna. Questo articolo risponderà ad alcune domande, che ormai tutti ci poniamo, riguardo alle batterie al litio, di oggi e quelle del futuro, ma soprattutto, riguardo allo smaltimento e al ciclo vitale delle batterie. Cominciamo col dire cos’ è il Litio.

Il Litio

Riserva di Litio

Il litio è l’elemento chimico della tavola periodica degli elementi, indicato con il simbolo Li e con numero atomico 3. Appartiene al primo gruppo. Il litio, nella sua forma pura, è un metallo tenero color argento, che si ossida rapidamente a contatto con l’aria o l’acqua. Si trova in abbondanza, in Australia, in sud America, in Cina. La Cina, non è il maggior estrattore di questo elemento, ma è il maggior consumatore e il maggior produttore di batterie al litio.

Come potete vedere dal grafico, la percentuale di batterie riciclate nel mondo, è già abbastanza importante, ma non si deve abbassare la guardia, in quanto, non si può prescindere dal recupero di tutti i materiali compresi il Litio, il Manganese, il Nichel, il Cobalto, se si vuole un prodotto, eco-sostenibile; un prodotto infatti, se porta al consumo di risorse non rinnovabili, non è un prodotto sostenibile.

Nel 2018, su scala globale, si sono riciclate 100.000 tonnellate di batterie al litio, ovvero il 50% di quelle arrivate a fine vita; ovviamente, parliamo non solo delle batterie delle auto elettriche, ma anche di quelle più piccole, che troviamo nei nostri piccoli elettrodomestici, quali i pc, gli smartphone… Le compagnie che si occupano del riciclo, sono più di 50 ed il paese più virtuoso con 60.000 tonnellate è la Cina, seguito dalla Corea del sud con 18.000, Giappone, Unione Europea, Canada e Stati Uniti d’ America. L’ Italia non stà li a guardare e il riciclo Made in Italy per le batterie al litio arriva da una ricerca affidata dal Cobat all’Istituto del CNR ICCOM – Istituto di chimica dei composti organometallici di Firenze. Il brevetto italiano, consente il recupero del Nichel, del Cobalto e del Manganese, quindi non solo del Litio. Attualmente, la maggior parte delle batterie dell’ Unione Europea, finisce in Germania… Non di secondo piano è il principio del second life: le batterie ormai usate, vengono utilizzate come accumulatori di energia, in stazioni chiamate energy storage.

Batterie allo stato solido

Energy storage

Le batterie al litio, negli ultimi anni, sono migliorate tantissimo, tant’ è che il prezzo al kwh, è diminuito sensibilmente, ma ancora ci sono molti margini di miglioramento, che porteranno tra il 2025 e il 2030, ad avere, batterie al litio che saranno più capaci e costeranno il 40% in meno. Il risultato sarà quello di avere automobili con più autonomia(700/800 km) e che costeranno quanto le auto con motore endotermico. Ma non finisce qui! Infatti, avremo a disposizione anche altre tecnologie, come quella delle batterie allo stato solido, che non saranno agli ioni di litio con elettrolita liquido o polimerico, ma appunto allo stato solido. Si ritiene che questa tecnologia, garantisca prestazioni 10 volte superiori, ma “ahinoi”, prepariamoci ad aspettare almeno 10 anni!

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