Ricarica plug&charge per aumentare la vendita di BEV

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Plug&Charge per invogliare gli italiani

Il sig. Franco Fellicò lettore affezionato del blog, attento osservatore del mondo automotive, nonché possessore da un anno di un veicolo elettrico, sottolinea l’importanza della ricarica plug&charge. È importante ridurre l’ansia da ricarica per invogliare gli automobilisti italiani all’acquisto di un’auto elettrica. Leggete il suo pensiero nell’articolo che trovate di seguito. Il suo pensiero e le sue idee, sono state diffuse da lui stesso, ai principali gestori di colonnine e all’associazione Motus-e per spingerli a muoversi. Buona lettura!

Le vendite delle auto elettriche non decollano

Uno dei motivi potrebbe essere che ogni giorno leggiamo di nuove BEV a prezzi concorrenziali in arrivo, ed è logico che chi sta pensando ad acquistarne una, decida di aspettare ancora un po’.

L’altro motivo, e secondo me è quello fondamentale specie per chi può ricaricare solo dalle colonnine pubbliche oppure viaggia molto, è la BABELE delle colonnine.

Io stesso, che  sono già da oltre un anno proprietario di una BEV che ricarico esclusivamente dal mio contatore, di solito consiglio l’acquisto di una BEV solo a chi ha la mia stessa possibilità.

Il problema deriva dalla rete delle colonnine e dai prezzi per kWh esagerati che vengono praticati. So che i fornitori dicono che i loro investimenti si ripagano dopo 15 anni dato che le colonnine vengono utilizzate al 2% del loro tempo. Essi si lamentano ma non si domandano come mai accade questo. La risposta è che le auto elettriche sono poche al confronto degli impianti. E allora che facciamo? Riduciamo gli impianti o facciamo crescere le BEV?

La cosa ovvia è che bisognerebbe far crescere le BEV (Veicoli elettrici a batteria), ma a me sembra che una BABELE come quella delle colonnine per cui un kWh può costare da 40 centesimi ad 1 euro, dove per essere in grado di rifornirsi dal primo fornitore che si incontra, occorre disporre di decine di APP e/o anche spesso di vari abbonamenti (visto che ognuno ne ha uno diverso) e che è pure valido per un solo mese, penso che non sia il modo migliore per invogliare gli automobilisti a dotarsi di una BEV.

Aziende come la IP dimostrano intelligenza

Ci sono anche delle Aziende intelligenti come la IP, che ha deciso di installare nei suoi impianti di distribuzione carburanti anche delle colonnine FAST per la ricarica delle auto elettriche. Questa è una giustissima scelta, sia per gli automobilisti che a seconda della vettura che hanno, troveranno nello stesso luogo, benzina, gasolio, magari anche gas e pure elettricità. Ma è utile anche all’azienda di distribuzione stessa perchè ha capito che nel futuro saranno sempre meno i clienti interessati al carburante e sempre più quelli interessati alle ricariche. Nel tempo quindi quegli impianti rimarranno ancora indispensabili, mentre quelli che saranno rimasti fedeli ai soli idrocarburi, finiranno per chiudere e licenziare anche il personale.

Adeguarsi a quello che è in arrivo è importantissimo specie quando lo si può fare gradatamente. La scelta di IP è quindi molto intelligente, anche se si tratta anche in questo caso di un ennesimo sistema con un’ulteriore app e magari con un altro abbonamento.

L’importanza di un accordo tra tutti i fornitori di energia

Quello che manca certamente è un accordo tra TUTTI i fornitori e la definizione di STANDARD rispettati da TUTTI. Attualmente l’unico standard esistente è il connettore Tipo2  o CCS combo 2 ma poi tutto il resto cambia da fornitore a fornitore, sia per riuscire ad avviare una ricarica sia per come pagarla.

Per incentivare l’acquisto delle BEV (cosa doverosa per rispettare la transizione energetica) occorrerebbe che l’unica cosa da “sopportare” rimanga solo e soltanto (almeno per ora) il tempo maggiore necessario a fare un pieno rispetto ad un’auto endotermica. Tutto il resto dovrebbe essere semplice quanto è un rifornimento di carburante, anzi se possibile, dovrebbe essere ancora più semplice.

Cos’è il plug and charge

Il “plug and charge” è una soluzione tecnica che attraverso un sistema bidirezionale, permette alle auto elettriche e alle colonnine, di dialogare e rendere il rifornimento anche più semplice di quello delle auto tradizionali. Dunque su questa strada dovrebbero andare TUTTI i fornitori e produttori di auto e di colonnine.

Ma poiché non è detto che tutte le vetture siano predisposte per quel tipo di ricarica, anche se ci sono accordi tra le aziende che fanno ben sperare (privacy permettendo), occorrerebbe consentire a chiunque il pagamento con carta di credito o bancomat e anche con banconote (così come in quasi tutti i distributori di carburante) e senza alcun uso di app, o al massimo, se proprio si insiste, con un’unica app riconosciuta dalle colonnine di TUTTI i marchi.

Gli abbonamenti, se proprio ci devono essere, dovrebbero essere delle eccezioni e non quasi la REGOLA, perché la maggior parte dei clienti non è in grado di valutare quanti kWh al mese consumerà e se è abbonato è molto probabile che alla fine del mese si trovi ad aver pagato dei kWh mai prelevati. Comunque la differenza tra il costo del kWh in abbonamento e quello senza, dovrebbe essere MINIMO.

Conclusioni

L’informatica è utile ma deve essere usata con intelligenza. Per avere una colonnina che possa erogare corrente in qualunque condizione e non dipendere dai mille problemi di connessione e di software lamentati dai produttori/fornitori, le colonnine dovrebbero svolgere il loro lavoro in completa autonomia in maniera da non dipendere né da cloud, né da server, nè da connessioni mancanti e possibilmente neanche da app.

L’informatica potrà essere utile per far ricevere al fornitore i dati accumulati localmente, cosa che può essere fatta periodicamente e in momenti diversi e che quindi non richiede una connessione funzionante AL MOMENTO DELL’EROGAZIONE.

Franco Fellicò