Motore FireFly: quando è nato e come funziona

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I motori FireFly hanno sostituito gli storici motori Fire

La realizzazione del motore FireFly da parte di FCA Italy e FCA US, ha avuto come obbiettivo, un compito arduo. Ovvero quello di sostituire progressivamente lo storico motore Fire, prodotto dal 1985 al 2020.

Il motore FireFly inizia la sua “carriera” nel 2016 in Brasile con architettura a 3 e 4 cilindri, con 2 sole valvole per cilindro, per poi essere costruito anche in Polonia, dal 2018, nella stessa fabbrica in cui vengono costruiti il 1.300 Multijet e il 900 bicilindrico turbo benzina Twin Air.

I motori che escono dalla fabbrica Polacca, sono destinati al mercato europeo, più esigente di quello sudamericano e sono tutti a 4 valvole per cilindro. Vediamo insieme le peculiarità dei motori FireFly.

Motori FireFly T3 e T4 turbo benzina

Le versioni al lancio nel mercato europeo sono due, un 1.0 3 cilindri da 120 CV e un 1.3 da 150 o 180 CV. I due motori di debutto per il mercato europeo sono entrambi turbocompressi, con testata a 4 valvole per cilindro, iniezione diretta e distribuzione MultiAir di terza generazione. Nel 2022 è stata aggiunta una versione ibrida da 130 CV per una cilindrata di 1.500 cc.

I motori FireFly sono dei motori in linea verticali con monoblocco in alluminio, previsti per una disposizione trasversale anteriore. Alimentati a benzina a 4 tempi a 3 e 4 cilindri in linea.

Motori FireFly scheda tecnica

Alesaggio: 70 a 71,2 mm
Cilindrata: 999 cm³ a 1469 cm³
Coppia102–285 Nm
Materiale blocco: lega d’alluminio
Potenza: 72–180 CV (53–132 kW)
Produzione: 2016 in Brasile e dal 2018 in Europa
Raffreddamento: liquido  Distribuzione: a catena silenziosa

Sistema MultiAir di terza generazione per i motori FireFly

Il motore italiano di FIAT è un concentrato di soluzioni tecnologiche, atte a garantire l’omologazione EURO 6d ed il piacere di guida tipico dei propulsori italiani. Tutto ciò, anche grazie ad un buon rapporto peso/potenza.

Per l’efficienza termodinamica, si è puntato su una camera di combustione compatta. I condotti d’aspirazione, così come gli iniettori, sono stati ottimizzati. La candela è al centro, mentre l’iniettore è sotto il condotto d’aspirazione ottimizzati, per avere come risultato una perfetta miscelazione tra l’aria e la benzina iniettata.

I motori FireFly, sono dotati di sistema MultiAir di terza generazione, per gestire l’apertura e la chiusura delle valvole d’aspirazione, facendo a meno della valvola a farfalla e per ottenere:

Sistema MultiAir

  • efficienza a bassi carichi, grazie all’EGR interno (ottenuto anticipando l’apertura della valvola d’aspirazione quando quella di scarico è ancora aperta)
  • efficienza agli alti carichi, grazie alla chiusura posticipata delle valvole d’aspirazione, per ridurre il rapporto di compressione ed evitare la detonazione (battito in testa).

Turbina a bassa inerzia e volano sbilanciato per i motori FireFly

Per evitare il fastidioso turbo lag (ritardo del turbo), gli ingegneri FIAT, sono ricorsi ad una turbina a bassa inerzia con controllo elettrico della valvola wastegate.

L’intercooler è raffreddato ad acqua ed è installato sul motore, per azzerare i tempi di risposta. Il collettore di scarico è sulla testata.

Nella versione con motore a 3 cilindri (chiamato nell’ambiente, motore zoppo), è stato montato un volano “sbilanciato”, per riequilibrare le vibrazioni interne tipiche del frazionamento a 3 cilindri. Così si è fatto a meno dell’utilizzo dei contralberi per smorzare le vibrazioni.

Conclusioni

Che dire, la tecnologia italiana ha poco da imparare e tanto da insegnare! Chiaramente il motore FireFly è stato pensato per l’elettrificazione ed infatti troviamo oggi in commercio versioni ibride di questo propulsore.

I motori FireFly nelle diverse declinazioni, li troviamo nei listini Jeep, FIAT e Alfa Romeo.