Motori turbo e downsizing

Ormai da anni, il downsizing la fa da padrone. Motori di piccola cilindrata, spesso a 3 cilindri e sovralimentati, ovvero turbo. Questo perché un motore piccolo e potente, consuma ed inquina meno, di un motore con la stessa potenza, ma di cilindrata più grande. Lo spettro della turbina rotta, spaventa molti, a causa dei costi di riparazione alti.

Ma prevenire la rottura della turbo è possibile! Vedremo come, dopo aver spiegato in modo semplice, ai meno esperti, il funzionamento di un turbocompressore.

Come funziona il turbocompressore

Il turbocompressore, è un componente esterno, che ha la funzione di aumentare le prestazioni del motore, di un veicolo. Un motore turbo è detto sovralimentato, mentre un motore “non turbo”, è detto aspirato.

Questo componente, viene spesso chiamato, solo turbo o turbina, ma il nome corretto è turbocompressore. È composto, da un corpo esterno, chiamato chiocciola, per la forma a chiocciola appunto, che ha una bocca di entrata ed una di uscita e al suo interno, il funzionamento è affidato a due giranti, montate alle estremità opposte di uno stesso albero, che girano alla stessa velocità. Una è la girante calda (turbina), in cui entrano i gas di scarico (che altrimenti in un motore aspirato sarebbero espulsi), grazie ai quali la turbina inizia a girare e l’altra è la girante fredda (compressore), che gira grazie alla rotazione dell’albero, indotta, dalla girante calda appunto.

Una turbina, può raggiungere rotazioni, dell’ordine dei 200.000 giri al minuto o anche di più! La turbina, girando grazie ai gas di scarico del motore, permette al compressore, che anch’esso gira, di aspirare aria pulita, che viene compressa e spinta nel motore, per sovralimentarlo e aumentare così, notevolmente, le prestazioni del motore. Prima, però, l’aria deve passare per un piccolo radiatore, chiamato intercooler, che ha il compito di raffreddare l’aria, che dopo la compressione ha subito un riscaldamento. Questo, perché, l’aria calda occuperebbe un volume maggiore dell’aria fredda e la quantità di aria, che finirebbe nell’aspirazione del motore, sarebbe inferiore, senza l’intercooler.

Approfondisci con questo video.

Turbina rotta! Come prevenire la rottura del turbo

Ad evitare la rottura del turbo e danni al motore, c’è la valvola wastegate, che ha il compito di abbassare la pressione, quando questa supera un certo limite all’interno della bocca d’ingresso, in cui entrano i gas di scarico, che mettono in rotazione la girante calda (turbina).

Ma questo non basta! Infatti sono necessari dei semplici accorgimenti:

  • usare olio motore di qualità e con caratteristiche giuste, sostituendolo ad intervalli regolari; monitorare spesso il livello dell’olio, che dovrà rimanere sempre vicino al massimo
  • sostituire ad intervalli regolari il filtro dell’aria
  • evitare di spegnere subito il motore, dopo lunghi viaggi autostradali o dopo aver “tirato” tanto il motore

Conclusioni

Vorrei soffermarmi in particolare, sul terzo consiglio di cui sopra. Perché è così importante?

Il turbocompressore, vive grazie all’olio che viene spinto al suo interno. L’albero gira su delle boccole, che vengono lubrificate dall’olio del motore, attraverso dei forellini microscopici. Dopo un lungo viaggio, la turbina è incandescente e se mi fremo e spengo subito il motore, l’olio all’interno della turbina brucerà, creando delle incrostazioni, che a lungo andare, ostruiranno i forellini, preposti al passaggio dell’olio per la lubrificazione, determinando la rottura del turbo.

Invece, se aspetto 1/2 minuti prima di spegnere il motore, l’olio lubrificante, continuerà a scorrere all’interno del turbocompressore e non brucerà, scongiurando la formazione delle incrostazioni e la rottura del turbo.

Piccole accortezze che fanno la differenza. Manutenzione programmata e regolare ed evitare di spegnere subito il motore dopo lunghi viaggi o lunghe “tirate”.

La turbina rotta, consente comunque al motore di funzionare, ma la perdita di cavalli e di potenza, si noterà con evidenza; ma non lascia a piedi!

Articolo precedenteAuto elettriche neopatentati. Novità
Articolo successivoMeglio diesel o gpl? Guida alla scelta
Sono Emidio Paci e vivo tra le Marche e l’Abruzzo, da sempre sono appassionato di motori e da sempre seguo il mondo automotive, di cui posso dire di essere esperto. Sono un istruttore di guida sicura, la forma mentis che mi deriva dalla frequentazione dei corsi per diventare istruttore, mi permette di poter recensire un'auto, partendo proprio dalla dinamica di guida. Ho frequentato il corso per collaudatore di auto, presso la Driving Experience Academy di Loris Bicocchi e Davide Cironi proprio per affinare le mie conoscenze e per migliorarmi. Ho un attestato di e-mobility. Nel mio sito personale: www.tuttoautomotive.it metto a disposizione del lettore, tutta l’esperienza che ho acquisito negli anni, per offrire un viaggio completo nel mondo delle auto, attraverso un linguaggio semplice, chiaro e adatto a tutti, ma di qualità.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui