Come ormai in tanti sanno, l’universo ibrido delle auto è vasto e vi invito a leggere questa guida da me realizzata. Quella ibrida è una tecnologia ormai matura, ma che non finisce mai di svilupparsi. Ha raggiunto un tale livello, che porta a definirla complessa. Complessa da capire per gli utenti e per gli addetti ai lavori. Tutto ciò ha un senso? Il sistema ibrido Toyota è un degno rappresentante di questa complessità. E pensare che la casa giapponese, nell’ibrido, è stata antesignana…

Ibrido parallelo

Il sistema ibrido Toyota, può essere catalogato come ibrido parallelo, anche se alla fine, per come funziona è un misto. Il sistema, pur nella sua complessità è compatto e riesce a fare a meno di tanti componenti. Non ha il cambio, la frizione, l’alternatore e il motorino d’avviamento.

Il cuore del sistema è il rotismo epicicloidale Toyota, un organo meccanico molto complesso, costituito da una ruota centrale, chiamata solare, da satelliti innestati sulla ruota centrale e da una corona/anello esterna. Il rotismo epicicloidale assolve al compito del cambio, perché variando il regime di rotazione dei diversi motori, nell’ottica dell’efficienza massima, permette di modificare la velocità dell’auto. Tipo un cambio a variazione continua CVT!

Rotismo epicicloidale

Il tutto è collegato per fornire un’uscita meccanica, che gestisce, pensate, ben 3 motori. Uno a benzina a ciclo Atkinson e 2 motori elettrici, MG1 e MG2; il primo avvia il motore a benzina e ricarica la batteria e il secondo fornisce la trazione alle ruote e recupera l’energia in frenata. L’MG1 è collegato al solare del rotismo epicicloidale Toyota, il motore a benzina ai satelliti e l’MG2 è collegato alla corona e quindi alle ruote.

Schema semplificato del sistema ibrido Toyota

Come funziona il sistema ibrido Toyota nello specifico