Il sig. Franco Fellicò, fedele lettore del nostro sito è ormai noto per la lungimiranza e per l’acume dei suoi ragionamenti, nonché per il suo desiderio di passare alla mobilità elettrica anche passando per il V2H. Desiderio che deriva da un’equazione logica, quella del titolo di questo articolo, per capirci, che però logica secondo il nostro caro lettore, sempre non è…

Il sig.Franco Fellicò in questa lettera inviata alla redazione di TuttoAutomotive, ci racconta il suo pensiero.

I nostri governanti e la logica (inesistente)

di Franco Fellicò

Ho sempre pensato che più che essere conoscitori di una materia è importante usare la LOGICA per risolvere i problemi; ed invece sempre più spesso scopro che chi ci governa non la utilizza affatto.

Sono da anni interessato alla trazione elettrica e ho anche più volte scritto, i motivi per cui quella è la strada che dovremo percorrere nel futuro e possibilmente da subito.

Chi invece dovrebbe incaricarsene, non sembra volersene occupare. Mi riferisco al Ministro Cingolani (che qualcuno ha cominciato a chiamare CingolENI) che sembra quasi voler frenare ad ogni costo la transizione a cui si dovrebbe dedicare vista la carica che ricopre.

Il Ministro Cingolani non crede nell’elettrico

Lui non crede nell’elettrico e risponde alle interviste che se avesse 100 mila euro da investire non acquisterebbe certo una Tesla (naturalmente sappiamo tutti che una Tesla può costare anche la metà della cifra da lui indicata e che ci sono anche molte vetture BEV che costano tra i 20 e i 40.000 euro);

Poi lui aggiunge che la rete elettrica sarebbe insufficiente ad alimentare tante auto elettriche e infine pensa di far aumentare l’estrazione del GAS del nostro Paese.

Io trovo che nessuna di quelle affermazioni è corretta né ha senso e quindi concludo ovviamente, che il nuovo Ministero della Transizione Ecologica non doveva essere retto da un Ministro che non usa la logica.

Nel 2022, gli incentivi per le auto ecologiche, mancano ancora all’appello

L’assenza degli incentivi nell’anno 2022, ma anche le difficoltà, NON RIMOSSE, per l’aumento di potenza disponibile delle famiglia, dimostra il disinteresse del Ministro e unendo questi problemi anche all’aumento dei costi dell’energia ci fa capire che tutto sembra voler FRENARE il passaggio degli automobilisti alla trazione elettrica.

E allora poiché è mia abitudine far seguire ogni mia critica da una possibile soluzione logica dei problemi, provo a dimostrare cosa si potrebbe fare per agevolare la transizione aggirando anche tutti i problemi che il Ministro menziona.

Ricordo in ogni caso che gli incentivi non rinnovati per il 2022 sono il primo freno (forse messo in campo volutamente)  e  fanno dell’Italia L’UNICO Paese Europeo così trattato.

Il Ministro dirà che lo Stato non ha la disponibilità delle cifre necessarie, ma allora io mi chiedo cosa costerebbe decidere PER LEGGE che tutte le utenze con potenza impegnata di 3 kW, passino a 6 o 7 kW. Non costerebbe nulla, si potrebbe fare da un giorno all’altro perché ormai quasi tutti i contatori sono gestiti da remoto e la maggiore disponibilità di potenza potrebbe spingere parecchi cittadini ad acquistare una BEV; magari anche senza gli incentivi.

E nulla perderebbero i fornitori di energia elettrica, anzi guadagnerebbero di più visto che comunque i maggiori kilowatt consumati sarebbero regolarmente pagati dagli utenti e in più anche lo Stato ci guadagnerebbe visto che sui kilowatt consumati si paga l’IVA!

Con tante BEV, la rete elettrica nazionale non regge?

Ma forse Cingolani, come ha anche detto, pensa che la rete elettrica e le centrali che abbiamo non siano in grado di erogare tutta l’energia necessaria? Ed io rispondo che, poiché l’aumento sarebbe graduale, ci sarebbe tutto il tempo per adeguare le strutture e quindi far crescere in fondo un business che era ormai stabilizzato su certi valori (e questo significa più guadagni per i fornitori e più occupazione).

Ma se Cingolani pensa che l’energia prodotta in Italia non sarebbe sufficiente e bisognerebbe acquistarla dall’estero, dovrebbe solo fare in modo che si produca più energia in Italia, ma naturalmente con fonti rinnovabili e non con il GAS di cui vuol far aumentare l’estrazione. Leggi qui.

Ma forse non c’è sufficiente spazio in Italia per stendere migliaia di pannelli fotovoltaici, perché si toglierebbe spazio all’agricoltura? Non esiste neanche questo problema, perché in Italia abbiamo MILIONI DI TETTI coperti da tegole e quindi basterebbe incentivare al massimo il passaggio dei privati ad un proprio impianto fotovoltaico. Occorrerebbe al minimo  ridurre a zero l’IVA sulla realizzazione di questi impianti e con i soldi dei privati si potrebbe evitare l’aumento delle centrali sia termiche che ecologiche.

Il vehicle to home (V2H)

Ma c’è ancora un’altra cosa che o il Ministro non sa proprio oppure lo sa e non ha pensato quanto sarebbe importante; e cioè che molte vetture BEV sono predisposte per il V2H (Vehicle To Home) che per chi non lo sapesse significa che possono erogare dalla propria batteria energia elettrica anche per le abitazioni.

Dunque questo significa che basterebbe fare una legge (che tanto non costa nulla) che impone o quanto meno incentiva questo tipo di predisposizione e allora questo indurrebbe molti cittadini a comprare una qualunque BEV, dotarsi di un impianto fotovoltaico che provveda a  caricare la sua batteria e poter viaggiare gratis per sempre oltre a far ridurre pure la bolletta dell’energia elettrica per la propria abitazione che verrebbe in buona parte alimentata dalla batteria dell’auto quando è ferma.

Con quest’ultimo provvedimento (peraltro, come ho detto, a costo nullo o quasi):

1.     Si potrebbe anche fare a meno di ripristinare gli incentivi

2.     Si potrebbe evitare di far aumentare per legge la potenza impegnata

3.     Si potrebbe ottenere una ulteriore produzione di elettricità a cura dei privati

4.     Si incentiverebbe di conseguenza la transizione verso la mobilità elettrica

5.     Si rispetterebbero gli impegni presi con il mondo andando verso le fonti rinnovabili

6.     Si ridurrebbe la necessità di nuovi centrali elettriche sia termiche che ecologiche

7.     Si dirotterebbero i risparmi dei privati verso la produzione di elettricità in autonomia

8.     Si otterrebbe anche un aumento dell’occupazione per le installazioni degli impianti

Infine c’è un’altra cosa che ho notato e si riferisce ai venditori di auto che dicono di essere in grosse difficoltà a causa sia dell’assenza di incentivi sia per i freni imposti dal Governo alle vendite delle auto elettriche e non.

Il ruolo dei venditori

Quest’ultima cosa non riguarda il Governo ma gli stessi venditori; infatti ho notato che nessuno di essi ha capito che l’auto elettrica non va venduta alla maniera delle termiche.

L’automobilista che pensa di acquistare una BEV sa bene che avrà parecchi problemi da risolvere per ricaricarla e allora la vendita dovrebbe essere fatta fornendogli non solo la vettura ma anche tutto quanto può servire per farla circolare, e non solo un cavo per la ricarica.

Immaginate infatti un concessionario che facendo una Joint Venture con un fornitore di pannelli fotovoltaici offra una vettura elettrica V2H e anche un intero impianto fotovoltaico che utilizza come accumulatore la batteria della stessa.

Con un simile accordo il costo complessivo salirebbe di qualche migliaio di euro rispetto al prezzo della sola vettura, ma in cambio l’acquirente acquisirebbe un auto che per sempre non ha bisogno di niente per viaggiare e che in più gli consente di avere una bolletta della luce meno pesante di quella solita.

Firmato il contratto, durante l’attesa che la vettura venga consegnata, potrebbe essere anche realizzato l’impianto a cura del venditore dell’insieme, per cui al momento della consegna l’acquirente non dovrebbe fare altro che collegarla all’impianto pronto e in attesa di essere usato!

Ovviamente un simile accordo produrrebbe una crescita del fatturato sia per il concessionario che per il fornitore di fotovoltaico che in forza proprio della sicura crescita potrebbe fornire il materiale e le installazioni ad un prezzo minore di quello attuale di mercato.

Conclusioni

Posso concludere quindi che sia il Governo che i Concessionari non hanno applicato la logica alla transizione verso l’elettrico!

Nessuno ha capito che questa transizione è un’innovazione che non solo consente di rispettare gli accordi mondiali per la salvaguardia del pianeta, ma rappresenta anche una grande opportunità di crescita di tutte le aziende che se ne potranno occupare direttamente o anche indirettamente!

Franco Fellicò