Premessa

Il sig. Franco Fellicò, ci ha scritto una lunga lettera, che ho deciso di pubblicare, non tanto per la lungimiranza del contenuto, ma per sottolineare, l’apertura mentale di questo signore, che non è più un ragazzino, verso le nuove tecnologie e in particolare verso la mobilità sostenibile. Buona lettura.

Lettera del sig. Franco Fellicò

In questo documento si potranno distinguere tre parti: la prima in cui mi presenterò brevemente; una seconda in cui descriverò i problemi che sto incontrando nel tentativo di acquistare la mia prima vettura elettrica; e una terza parte in cui dirò quale, secondo me, dovrebbe essere una giusta e SEMPLICE soluzione ai problemi che io ho toccato con mano e che chiuque si accinge a fare il mio stesso percorso incontrerà.

Prima parte

Chi scrive questo documento è un anziano signore, che però non ha perso l’amore per l’auto che coltiva da quando era piccolissimo. Avevo solo 8 anni e giravo in un cortile privato con la Balilla Spider tre marce di mio padre!

La patente l’ho avuta nel 1953 e ho quindi ben 68 anni di guida autorizzata!

Ma la mia passione per le auto  non è qualcosa di ancorato al passato perché ho sempre seguito il procedere e l’evoluzione dei mezzi di locomozione privati.

Ho avuto nell’ordine macchine a benzina, a gas liquido e infine a gasolio, quindi sia con motore a scoppio che diesel e, come è noto, in tutto questo tempo la tecnologia ha trasformato molto tutti questi motori rimanendo però essi sempre dei motori termici e alternativi che dal mio punto di vista non posso fare a meno di considerare assolutamente illogici.

Ho aspettato quindi la trazione elettrica almeno da 30 anni, tanto che nell’ultima villetta che ho acquistato nel 1993 pretesi ed ottenni dal costruttore che mi ponesse un condotto sotterraneo che attraversando il piazzale condominiale mi potesse consentire di poter portare una linea elettrica dal mio contatore ai miei due posti auto; ricordo che spiegai all’ingegnere un po’ incredulo, che: “entro 10 anni io avrei avuto una vettura elettrica da ricaricare”.

Nell’ottobre del 2019 ho scritto sul mio BLOG un articolo sull’evoluzione dell’auto nel quale sottolineo l’assurdità dei motori alternativi. E quindi vi invito a leggerlo.

Ecco il link:  http://ffellico.blogspot.com/2019/10/lautomobile-ieri-oggi-e-domani.html

Seconda parte

La mia previsione è diventata una realtà con notevole ritardo, ma ora finalmente ci siamo.

Ho quindi iniziata da oltre un anno la mia ricerca dell’auto elettrica da acquistare; ne ho provate tante, sia piccole che grandi, anche perché non ho ancora deciso se puntare direttamente ad un vettura confortevole e adatta anche a viaggi lunghi, o se fare la prima esperienza con una piccola vettura da utilizzare come macchina da città o poco più.

Ma non ho solo visto vetture, ma ho ritenuto doveroso e anche intelligente, pensare a tempo a come avrei potuto ricaricarla, almeno per la maggior parte delle volte.

Mi ero reso conto infatti che per godere appieno della gioia di utilizzare una vettura silenziosa e scattante quale è sempre una EV, occorreva anche poterla caricare a casa propria durante la notte o anche durante il giorno in caso di necessità.

Mi sono subito accorto che la ricerca della WallBox era molto più difficile di quella dell’auto perché ce ne sono moltissime e tutte dotate di diverse caratteristiche. 

Sono, come penso il 90% delle famiglie italiane, un utente che ha  un contratto di fornitura elettrica da soli 3 Kw e quindi la ricerca si è allargata in quanto dovevo anche verificare se i costi per innalzare a potenza disponibile erano giustificabili. 

Ho sentito L’ARERA per sapere con precisione come stavano le cose e ho saputo che per la parte gestita da loro (che è quella preponderante) ci sarebbe stato un aumento dei costi fissi, ma pur cercando di essere evasivi, alla fine sono stati costretti a dirmi che anche il costo del singolo kilowatt sarebbe aumentato, ma non volendo essere (credo volutamente) precisi, mi hanno detto che le variazioni sul costo del singolo Kw erano diversi a seconda della regione in cui si risiede e che dovevo consultare le loro apposite tabelle trimestrali (che sapevo già essere complicatissime da capire). In pratica mi sono convinto che se avessi aumentata la potenza disponibile avrei fatto un “salto nel buio” e solo dopo avrei potuto FORSE capire a quanto ammontava l’aggravio dei costi su tutti i kilowatt consumati.

Ho cercato poi una WallBox che fosse tra quelle capaci di dosare l’intensità di carica utilizzando esclusivamente la parte residua del consumo della casa e senza comunque giungere a superare i TRE famosi kilowatt.

Ma la cosa non è finita lì perché durante la corrispondenza che avevo avuto con L’ARERA, loro stessi di iniziativa mi avevano anticipato che stavano studiando di elevare la potenza (mi dissero: probabilmente a 5 Kw di notte e nei giorni festivi).

Mentre io continuavo nelle mie ricerche mi arrivò infatti poi la notizia che la “sperimentazione” che mi avevano anticipato era stata deliberata; la potenza poteva passare a 6 Kw di notte e nei festivi e per ottenerla occorreva fare una domanda al GSE che l’avrebbe concessa gratuitamente, ma SOLO SE si  fosse usata quella possibilità per ricaricare una vettura e SE la WallBox utilizzata era una di quelle elencata in una loro lista.

Consultai la lista e vi trovai solo 4 fornitori (oggi forse le cose sono migliorate, ma allora era proprio così) e quindi cominciò per me una nuovo iter; presi contatto con quelle aziende che già avevo esaminato e cominciai a chiedere se pensavano di farsi inserire nell’elenco (le WallBox, secondo il dictat dell’ARERA,  dovevano però usare il protocollo OCPP e non tutte lo utilizzavano) ma la cosa che io chiedevo o non era nota agli stessi produttori oppure mi rispondevano che quello che io chiedevo non era possibile. Ci tengo a sottolineare che Enel-X contattato per email più volte e anche sollecitato più volte attraverso il loro call center non mi ha MAI RISPOSTO!

Quello che io chiedevo, dopo aver saputo della possibilità di avere un limite di  potenza “ballerino”, 3Kw e 6Kw alternativamente, se la loro WallBox fosse in grado di sfruttare quella variabilità nel senso di riuscire da sola ad erogare di più nelle ore del 6Kw e di meno in quelle da 3Kw. Ma il più dei fornitori mi disse che anche se il limite era settabile, una volta settato ad un valore (ovviamente a 3Kw) sarebbe rimasto così per sempre  (a meno di un intervento sia pure semplice da fare ogni sera e ogni mattina a cura dell’utente).

Tutto ciò dimostra la grande leggerezza con la quale organismi come l’ARERA prendono delle decisioni così importanti. 

Ma io sono anche uno dei più vecchi informatici italiani e, dopo aver capito che il lavoro di comandare da remoto tutti i contatori elettronici interessati è affidato a dei server in rete, mi rendevo conto che la notizia della potenza limite di ciascuno doveva essere disponibile e sapevo bene che non sarebbe stato difficile realizzare nel software delle WallBox una interrogazione ripetuta continuamente che istante per istante variasse il limite interno della WallBox in funzione di quello trovato su un server; dopo di che dopo aver fatto corrispondere il limite interno alla WallBox a quello del server sarebbe stato anche facile detrarvi, istante per istante, il consumo istantaneo dell’abitazione per determinare  il massimo amperaggio da erogare verso la ricarica.  

Come vedete, mi sono lasciato andare e ho voluto descrivere tutto il processo logico che mi ha portato a fare le considerazioni che seguono, e se chi mi legge avrà avuto la pazienza di seguirmi, ora capirà perché  vorrei che le cose cambiassero.

Come ho detto, chi ha vissuto una vita nell’informatica sa bene tutto quello che è possibile fare e sa bene che non ci sono limiti, ma la mia posizione non è quella di chi vuole utilizzare i computer per forza. Tutto si può fare, ma perché scegliere la via complicata se ne esiste una molto più semplice? Questo me lo sono sempre domandato prima di intraprendere qualunque progetto. Le vie complicate non vanno eliminate, ma vanno scelte quando non ne esiste una più semplice. Non bisogna mai dimenticare che le complicazioni possono sempre creare dei problemi, mentre le cose semplici non ne danno mai.

Terza parte

E allora mettendo insieme queste mie ultime affermazione e anche un indirizzo MONDIALE verso cui tutti sono tenuti ad andare e cioè la “transizione ecologica”, io penso che i Governi dovrebbero cercare in ogni modo di spingere i cittadini verso quella transizione.

La trazione elettrica è un grandissimo passo verso quel mondo migliore verso cui tutti vorrebbero andare e allora essa dovrebbe essere opportunamente incentivata e ogni inutile complicazione si lasciasse in atto è da considerarsi come un freno inammissibile.

Penso di avervi dimostrato che nella ricerca di un modo per ricaricare la mia prima vettura elettrica sono stato abbondantemente frenato, anche quando l’ARERA, proprio per ridurre il problema, lo ha invece ingigantito. E tutto perché nel cercare soluzioni non ci si è mai chiesto  se vi fosse un modo più semplice per intervenire.

E quando le cose diventano complicate, sono in molti quelli che piuttosto che utilizzarle, rinunziano al proprio progetto con il risultato che è l’opposto di quello che si vorrebbe.

E allora ora vediamo, se avessi potuto decidere io al posto dell’ARERA cosa avrei fatto:

La prima cosa che avrei esaminato è se al giorno d’oggi, quando l’elettricità è ormai dappertutto è ancora corretto che il limite di potenza debba esserci; so bene che ovviamente esso non può essere illimitato perché gli impianti attuali non sopporterebbero amperaggi troppo elevati, ma è noto che fino ad un aumento a 7 Kw non si richiede alcun intervento sugli impianti tanto è vero che non vengono fatti né sopralluoghi né interventi di tecnici, e quando  richiesto viene accordato e attivato da centrale.

Eliminerei immediatamente il costo una tantum di aumento potenza (intorno ai 200 euro) che i fornitori richiedono rapportando il costo ad ogni Kw di aumento richiesto. Si tratta di un vero FURTO, visto che l’operazione si traduce in un click da fare con un computer (i contatori sono ormai quasi gestibili infatti da remoto); la prova di quello che affermo è che con la sperimentazione dell’ARERA questo cambio di potenza infatti avviene due volte al giorno ovviamente a costo ZERO visto che il click è automatico e prodotto da un server.

Poi innalzerei gratuitamente e d’ufficio a 6 o anche a 7 Kw  la potenza dei  contatori di TUTTE le famiglie italiane, senza quindi alcuna necessità di domanda da parte di nessuno, e l’operazione sarebbe facilissima da fare in un colpo solo, agendo sul software che i fornitori utilizzano attualmente per farlo manualmente e singolarmente.

Farei questa modifica per LEGGE e il risultato sarebbe enorme e SENZA ALCUN DANNO  né costo per i fornitori, grande soddisfazione per gli utenti e conseguente FORTE IMPULSO all’utilizzo dell’energia elettrica anche per ricaricare le vetture.

Ed ecco qui di seguito  i vantaggi nel dettaglio (svantaggi non ne vedo).

  • Il costo, sarebbe nullo dovendo solo eseguire un’apposita applicazione software che provvederebbe in pochi istanti alla operazione.
  • Nessuna necessità più per i fornitori di utilizzare software sofisticato e ovviamente di manutenerlo per gestire dinamicamente e costantemente migliaia e migliaia di dispositivi.
  • Nessuno dei cittadini avrebbe alcun fastidio e non se accorgerebbe nemmeno della modifica; una buona parte (quelli che non possono o che hanno particolari motivi per non volere un vettura elettrica) continuerebbe con i consumi che ha attualmente, avvantaggiandosi comunque, perché avrebbe certamente qualche interruzione di energia in meno per eccesso di carico
  • Chi vuol installare una WallBox per ricaricare la propria vettura elettrica lo potrebbe fare con grandissima semplicità potendo scegliere tra un elevatissimo numero di dispositivi anche poco automatici (intendo che anche una WallBox poco costosa che non controlla per niente se il limite di potenza è stato raggiunto va bene, visto che la disponibilità di potenza è certamente sovrabbondante per la parte elettrodomestici).
  • Nessuna necessità per GSE di controllo sulle apparecchiature installate a  valle dei contatori, per cui TUTTE le apparecchiature a valle di essi, al pari dei ferri da stiro o di un qualunque elettrodomestico ritornano ad essere di responsabilità solo dell’utente.
  • Nessun modulo da riempire o domanda da fare da parte dei cittadini e nessuna necessità di gestire le domande da parte di GSE.
  • E finalmente anche enorme impulso all’acquisto di vetture elettriche, perché agli utenti sarebbe eliminato completamente uno dei più grossi problemi da superare.

L’obiettivo da raggiungere, o quanto meno a cui tendere, dovrebbe essere quello di porre gli automobilisti come quelli che acquistano un telefonino o una bicicletta elettrica; essi infatti non pensano proprio alla ricarica, perché sanno che, quando sarà necessario, basterà solo inserire una spina in una presa.

Anche se nel caso dell’automobile una WallBox penso sia consigliabile, visto che tutte e vetture hanno anche la possibilità di ricaricare attraverso un semplice spina Shuko, sarà possibile anche, magari inizialmente, che molti utilizzino questa modalità senza rischi, visto che la potenza più elevata disponibile consentirà certamente senza alcun problema un assorbimento aggiuntivo anche di 2,8Kw (che è la massima che una vettura può richiedere con la presa domestica); eventualmente potrà essere solo una buona idea far aggiungere all’impianto un cavo di sezione opportuna che parta direttamente dal contatore da utilizzare solo per caricare la vettura (e anche questo piccolo costo non andrebbe perduto perché, installando successivamente una WallBox, la linea di alimentazione necessaria sarebbe già pronta).

Conclusione

Come è mia abitudine sono stato molto dettagliato e però sono certo di aver fatto capire bene sia i problemi che attualmente frenano la diffusione delle vetture elettriche e sia anche le SEMPLICI soluzioni possibili che però dovrebbero essere imposte da un organismo che ne ha la facoltà. 

Penso quindi che un organizzazione come la sua possa pubblicare queste mie considerazioni, ma ancora di più che potrebbe battersi se non da sola, magari insieme anche ad altri affinché certe soluzioni SEMPLICI vengano adottate per LEGGE. 

Avrei potuto anche scrivervi soltanto “OCCORRE RENDERE SEMPLICE LA RICARICA DOMESTICA”, ma non sarebbe stato ben chiaro quanto è attualmente scomodo e difficile risolverli e neanche quanto semplice potrebbe essere la soluzione.

Un’altra idea

Qui ho deciso di rendervi nota anche un’altra mia idea che in qualche modo andrebbe portata avanti e non certamente solo da me che sono un illustre sconosciuto.

Sempre per la mia voglia di utilizzare tra i primi  le nuove tecnologie ho sempre pensato anche all’installazione di un impianto fotovoltaico.

Già da tempo me ne sono occupato e ho visto anche scendere i prezzi per l’impianto che andrebbe bene a me; e ho notato che in questi ultimi tempi, forse anche perché lo scambio sul posto che prima consentiva un qualche margine di guadagno per i rimborsi dell’energia prodotta in sovrappiù, mentre oggi quel margine si è notevolmente ridotto,  si stanno  anche diffondendo le batterie di accumulo. Si tratta di batterie costose che partono da pochi kilowatt e giungono anche a 13 o 20 Kw.

L’incidenza di queste batterie sul costo totale dell’impianto è molto forte e può raggiungere anche oltre il 50% del tutto.

Poiché il mio interesse è di utilizzare la ricarica da fotovoltaico anche molto per la ricarica di una vettura ho pensato che in effetti chi ha un tale mezzo dispone già di una batteria di ben più ampia capacità (siamo tra i 40 e i 100Kw); e allora mi domando come mai non ci si è ancora organizzati a che la batteria dell’auto in ricarica possa essere all’occorrenza utilizzata anche come batteria di accumulo di un impianto fotovoltaico, consentendo di fornire energia all’impianto di casa nelle ore di mancanza di luce senza grossi perdite per la vettura.

Cosa occorrerebbe? Quasi niente, perché basterebbe un inverter aggiuntivo che lavori alla tensione delle batterie dell’auto ed una opportuna presa di energia in uscita dall’auto (ma forse la stessa attuale presa per la ricarica potrebbe servire ad entrambe le cose)

Chi dovrebbe operare per andare in quella direzione? Le case automobilistiche (e sarebbe qualcosa di molto semplice da realizzare guadagnandoci anche nelle vendite di una vettura che dispone di un siffatto utile accessorio) e anche i produttori di materiale per il fotovoltaico che dovrebbero progettare e realizzare degli inverter adatti allo scopo.

Osservo se non sbaglio, che qualche casa automobilistica ho progettato dei sistemi per ricaricare una vettura da una apparecchiatura mobile elettrica (sarebbe come fare una trasfusione tra vetture) per cui si è già un po’ sulla via da me immaginata.

Le lascio allora le mie due idee, entrambe orientate all’utilizzo di energia verde, nella speranza che la sua organizzazione possa contribuire a rimuovere degli ostacoli (tutti burocratici) che frenano soltanto ogni iniziativa.

Grazie per avermi ascoltato.

Franco Fellicò

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